2013:in bicicletta tra il Vajont e le Dolomiti

eccomi qui, dopo qualche giorno dal ritorno delle mie vacanze in bicicletta in solitaria, a buttar giù due righe e un bilancio.
Sulla carta doveva essere un viaggio alla scoperta del Vajont, le Dolomiti, la Drava e l’AlpeAdria.
Invece….ma andiamo con ordine

mappa_vajont-dolomiti-pusteria

Sabato 15 giugno 2013 Vicenza-Farra d’Alpago 115 km disl.800m

Partenza di buon mattino per raggiungere Vicenza in treno ,da dove inizio a pedalare alle 10 e già fa caldo….
Attraverso le campagne vicentine passo paesi come Riese Pio X, Maser, Vidor per poi raggiungere Vittorio Veneto.Da qui inizia il tratto più duro della giornata con la salita che, arrivando nel finale mi fa penare abbastanza.
Arrivo di giornata a Farra d’Alpago dove mi fermo nell’unico campeggio sulle rive del lago di S.Croce.

Domenica 16 giugno Farra d’Alpago-Pieve di Cadore km 62 disl.1430 m.

partenza di buon mattino per evitare il caldo e subito mi trovo a percorrere stupendi sterrati lungo le sponde del Piave. arrivati a Soverzene prendo la strada che salirà la valle del Vajont e la sua omonima e funesta diga.
è domenica e la strada è leggermente trafficata, sono le moto che fanno più paura.
Inaspettamente all’uscita dalle gallerie, eccola lì la diga del Vajont!

Proseguo la visita al paese vecchio di Erto e poi la giornata continua con la discesa verso Longarone e i paesi del Cadore fino a Pieve di Cadore, dove pernotto al B&b Cristina.
Perché il Vajont?
Questa visita alla diga del Vajont è in ricordo per ricordare vittime inermi della tragedia che si è consumata 50 anni fa in questa valle.
Nel programmare il viaggio il Vajont è sempre stato il mio punto fermo, già dall’anno scorso avevo intenzione di andarci, poi l’idea si è riproposta quest’anno e visto che cadeva nel 50esimo anniversario mi sono deciso finalmente a visitarla.
La tragedia della diga del Vajont mi ha sempre colpito: la prima volta che ne ho sentito parlare fu anni fa in occasione dello spettacolo di Paolini, poi con i libri di Mauro Corona e mi ha sempre incuriosito visitare quei luoghi che avevo solo immaginato dalla lettura dei suoi libri.
Devo dire che la diga mi ha impressionato molto, sia per la sua grandezza sia nel vederla lì integra come se nulla fosse… Un’altra cosa che mi ha colpito sono tutte le bandierine colorate che ho visto a monte della diga a voler ricordare tutti i bambini che la diga si è portata via.
Questa escursione è anche inserita nel progetto Fiab “FIAB-VAJONT 50°” che vuol essere un invito a tutte le associazioni Fiab nel cinquantesimo anniversario della tragedia del Vajont a testimoniare
coralmente la sensibilità particolare di Fiab per la tutela ambientale proprio nel luogo simbolo dell’aggressione all’ambiente.io nel mio piccolo ho così rappresentato la mia Fiab ” Aribi Fiab Bergamo”
Ecco la recensione sul sito di riferimento:
http://www.paciclica.it/index.php/progetto-vajont/50/351-aribi-bergamo.html

Lunedì 17 giugno Pieve di Cadore-Dobbiaco km.60 disl.810m

Oggi tappa rilassante e da panorami magnifici lungo la via delle Dolomiti.
La tappa è interamente lungo la ciclabile delle Dolomiti,ricavata dalla vecchia ferrovia, quindi la salità non sara impervia.
La bici non è in ottima forma, l’eccessivo carico sulla ruota posteriore ha causato l’allentamento dei raggi, ho tirato alla buona i raggi ma devo studiare una soluzione per il futuro con un portapacchi anche sull’anteriore.
Il percorso è rilassante e quasi tutto su sterrato, è lunedì e si vede, per molti tratti non incontro anima viva lungo la ciclabile.
Passo i vari paesi lungo la vecchia ferrovia con ancora le vecchie stazioni a ricordare il tempo che fu, snobbo Cortina e tiro dritto.
Giunto al passo Cimabanche ( 1.529 m s.l.m) arriva il tratto più divertente:15 km di sterrato in discesa verso Dobbiaco, non mi sono mai divertito così tanto!
Purtroppo giunto a Dobbiaco l’amara scoperta: rottura di un raggio!
Pernotto a Dobbiaco presso la casa per ferie Europa, poi domani si vedrà!
Devo proprio decidermi ad acquistare il portapacchi anteriore!

 Martedì 18 giugno Dobbiaco-Bressanone km 70

Alla fine decido di abbandonare l’idea dell’Austria e dell’Alpe Adria, sarà per il prossimo anno.
Eliminato il raggio rotto centro la ruota e via!
Oggi si rientra ,non prima d’aver fatto la ciclabile della Val Pusteria.
Conto di arrivare a mezzogiorno a Bressanone, tanto sarò tutta discesa….
Invece la ciclabile è traditrice, per lo più in discesa ma ogni tanto qualche piccola salitella traditrice a rompere il ritmo.
per le 13 sono a Bressanone
per poi prendo il treno e mi fermo sul lago di Garda per 2 giorni di relax
questo viaggietto può chiudersi così!
ecco qualche fotografia:

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